Un moderno nido in famiglia. L’unica rivista bilingue di divulgazione scientifica per i bambini e la scuola primaria, fondata all’Università di Padova. Il più importante acceleratore di imprese innovative in Italia. L’istituto che per primo rivoluzionò il modello di fare banca. Due giovani imprese startup. Una giornalista, un professore universitario, uno sketcher e un […]
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Australia Prime Minister Announces $100 Million in Funding for Polio from End Polio Now on Vimeo.
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Rotary Day – “Il lavoro (che) ti aspetta”

27 gennaio 2015
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Un moderno nido in famiglia. L’unica rivista bilingue di divulgazione scientifica per i bambini e la scuola primaria, fondata all’Università di Padova. Il più importante acceleratore di imprese innovative in Italia.

L’istituto che per primo rivoluzionò il modello di fare banca. Due giovani imprese startup. Una giornalista, un professore universitario, uno sketcher e un pianista. Un format originale.

C’è tutto questo nell’incontro «Il lavoro (che) ti aspetta: esperienze, progetti e idee per trovare o inventarsi un lavoro», organizzato dal Rotary Club di San Donà di Piave, per il prossimo 22 febbraio (ore 16.00, Centro Culturale L. da Vinci), in occasione del 110° anniversario della Fondazione del Rotary International, con il patrocinio del Comune di San Donà di Piave, il coordinamento scientifico di Paolo Gubitta (Università di Padova e CUOA Business School) e la presenza di Barbara Ganz (giornalista economica de Il Sole 24 Ore).

L’incontro, che avrà la forma di un talk show interattivo, porterà alcune testimonianze significative su come trovare o inventarsi un lavoro. Non passa infatti giorno senza sentir parlare del lavoro che non c’è e delle difficoltà che molte persone, soprattutto (ma non solo) giovani, incontrano nel trovare un impiego o nel ritrovarlo dopo averlo perso. Molta meno attenzione viene invece posta al lavoro che c’è, alle persone che con impegno e caparbietà lo hanno trovato e, a volte, se lo sono inventato. Questo incontro si propone di mettere in evidenza questa faccia della medaglia: senza ignorare le difficoltà, ma con l’obiettivo di indicare possibili strade per cogliere le nuove opportunità che la situazione attuale offre.

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Rotaract = Rotary in action – Federica Frisan, presidente RAC 2014/2015 – Caminetto 04.09.2014

12 dicembre 2014
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E’ il primo appuntamento rotariano dopo la pausa estiva e il Club è ospite di Mario e Tiziana Spinazzè in una location veramente piacevole e inusuale: il giardino del negozio in centro a San Donà di Piave.

E’ stata molto numerosa la presenza di soci, familiari, amici e rotaractiani; l’affettuosa ospitalità della famiglia Spinazzè ha reso la serata allegra e piacevole per tutti i convenuti.

Settembre, nel calendario rotariano, è il mese dedicato alle nuove generazioni, ai giovani.

L’occasione chiede dunque di rimandare alla lettera del Governatore e agli eventi in corso: in primis il Ryla Junior, per l’avvio del quale martedì 2 settembre Loredano, Luigi, Silvano e Rodolfo hanno partecipato alla giornata e alla conviviale di interClub che si è tenuta a La Ghirada (Treviso). Inoltre, anche la serata di cui si propone il verbale è dedicata ai giovani, a quello che spesso è descritto come il più bel service del Rotary: il Rotaract.

Rodolfo dà la parola ad Andrea Cereser, sindaco di San Donà di Piave. Il sindaco ringrazia per l’invito e per l’impegno che il Rotary adopera nei confronti delle nuove generazioni, un tema caro all’attuale amministrazione che, proprio in questi giorni, sta sviluppando una serie di giornate di studio dedicate al futuro di San Donà. Il sindaco ringrazia oltre a Rodolfo Agostini anche Dino Casagrande, past president, per i service e l’impegno rivolto non solo a realtà lontane ma anche a San Donà e alla sua cittadinanza.

Giovanna D’Anna, past president del Club Rotaract, introduce l’intervento di Federica Frisan descrivendo i service dell’anno 2013-14: oltre ai service ormai storici per il Rotaract viene illustrato il progetto di service “SMART” che il nostro Rotaract ha proposto e il distretto ha appoggiato. Grazie a questo service è stato possibile donare all’Aism di Padova un sistema di sostegno e scarico biodex, utile per aiutare i malati di sclerosi multipla a guadagnare mobilità e autonomia.

Federica Frisan, presidente 2014-15 del Club Rotaract, spiega che per l’anno in corso il Club confermerà il proprio impegno nei confronti dei service “storici” e continuativi (arance Airc, cyberbullismo, …) ma lavorerà anche al service nazionale dedicato a “Casa Maria”, una struttura di accoglienza per orfani e bambini di strada a Ndaragwa, un Villaggio del Kenya a nord di Nairobi. Un altro service, sviluppato sul nostro territorio, è legato all’eccellenza dell’imprenditoria veneta, appoggiato da Canella, Bellini e dalla Camera di Commercio di Venezia. Ancor più legato a territorio sandonatese è l’evento promozionale rivolto alla sensibilizzazione nei confronti della donazione di sangue, questo service di club verrà svolto con l’appoggio del Rugby San Donà.

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L’uso dei social network nelle strategie di vendita – relatore Stefano Cerchier – caminetto 22.10.2014

12 dicembre 2014
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Il relatore della serata, il socio Stefano Cerchier, inizia quindi il suo intervento. Con il proprio lavoro in ATVO Stefano è riuscito a mettere a frutto le competenze presenti in azienda attraverso un’attenta gestione e diffusione delle conoscenze e delle informazioni. Alimentando con nuovi contenuti i social network di più comune utilizzo è stato possibile individuare nuove offerte per il mercato e ottenere utili per l’azienda.

Questo percorso è iniziato da uno studio delle esigenze del cliente, esigenze attuali e future (a breve termine): servizi low cost, integrazione con il trasporto aereo e, ove possibile, ferroviario.

Un ulteriore aspetto da considerare è l’indotto creato dall’Expo 2015 di Milano, che porterà molti visitatori anche in Veneto.

Le problematiche riscontrate sono principalmente due. In primo luogo una pressoché totale mancanza di politica ed organizzazione, ciò non consente di fare previsioni in merito alle forme e ai modi di presenza dell’Expo sul nostro territorio veneto. Una o più sedi Expo dovrebbero essere collocate ai bordi della laguna di Venezia, per descrivere il rapporto tra cibo (tema dell’Expo) e l’acqua, inoltre vi saranno programmazioni ad hoc per sottolineare le tipicità del territorio quali vino e alimenti, ma non si hanno ancora indicazioni, nemmeno di massima. Solo i buoni rapporti che da tempo sussistono tra ATVO e “Autostrade Milano” consentono di intercettare qualche vaga informazione.

Una seconda questione problematica è il difficile dialogo con “Ferrovie dello Stato” (FS) che, comportandosi da monopolista, non accetta contatti e dialogo con ATVO, crea anzi problemi in merito agli accordi già in essere. Le FS, attore italiano, si dimostra dunque molto meno disposto al dialogo rispetto OBB, gestore della rete ferroviaria austriaca: con OBB, infatti, ATVO ha in essere una serie di accordi che consentono un’agevole interconnessione tra i trasporti ferroviari e su gomma.

In antitesi con tali difficoltà legate alla politica gestionale, è il mondo dei social networks, in cui è possibile la condivisione delle informazioni tra soggetti interessati (non si tratta dunque di comunicazione indifferenziata, tipica della più tradizionale delle pubblicità). I followers o “amici” entrano per loro scelta in contatto con ATVO e hanno modo di interloquire con ATVO attraverso domande e collegamenti tra i social network e i siti internet.

Monitorando tali dialoghi è possibile capire ove vi siano opportunità di business, in risposta a segnali deboli che aprono ad una domanda di mercato che può rivelarsi molto più diffusa di quanto previsto inizialmente. Un esempio in ATVO: oggi molti utenti fanno domanda di poter viaggiare in autobus portandosi al seguito la bicicletta. ATVO ha sempre posseduto gli strumenti per offrire questo servizio ma è solo attraverso l’impiego dei social network che è stato possibile costruire un dialogo “domanda-offerta” tale per cui, nel 2014, il “carrello biciclette” non è mai stato fermo in sede ATVO nemmeno per un giorno.

Tutto ciò non è possibile senza l’organizzazione di una rete organizzativa interna, fatta di persone, e senza un’adeguata rete infrastrutturale, fatta di ponti radio e di connessioni internet.

Un vanto dell’ATVO è aver organizzato tutto ciò con pochi fondi propri (non finanziamenti da parte della Regione o altri) e con risorse umane interne all’azienda (che hanno gestito anche un contatto con l’Università di Padova).

Si tratta, in sostanza, di un’evoluzione della cultura aziendale (le stime riportate mostrano che 3/4 delle aziende sente questa necessità): lo studio del comportamento d’acquisto, l’individuazione dei trend di mercato e l’identificazione di casi esemplari hanno migliorato le competenze dell’azienda ATVO.

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Visita del Governatore Ezio Lanteri – conviviale 29.10.2014

12 dicembre 2014
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Rodolfo presenta il Governatore Ezio Lanteri, saluta gli ospiti e i soci presenti e riporta il saluto da Franco Carcereri, socio onorario. Rodolfo dà la parola ad Ezio Lanteri che apre il suo discorso salutando Umberto Ferrari, complimentandosi per i suoi più di 50 anni di adesione al Club, e ricorda il periodo in cui lui stesso ha frequentato il Rotary Club di San Donà.

Ezio descrive l’attività del Rotary e l’impegno assunto durante questo anno sociale. In primo luogo il nuovo saluto alle bandiere: un nuovo testo per un nuovo mondo, in cambiamento (ed in crisi). Un nuovo testo che contiene la prova delle quattro domande, per dimostrare il nostro impegno nello sviluppo di una società fondata su valori importanti e condivisi.

Proprio in relazione a questo impegno è possibile leggere ed interpretare alcune scelte del Presidente internazionale, Gary Huang. I 24 brillanti riportati sui documenti di quest’anno rotariano richiamano il motto light up Rotary e le parole di Confucio che egli spesso ripete: “meglio accendere una singola candela che sedersi e maledire l’oscurità”.

I modi per accendere la luce del Rotary, sono molti e vari, è un lavoro ed una sfida che il distretto organizza attraverso il perseguimento dei tre obiettivi definiti a livello internazionale e di un quarto obiettivo, specifico per il distretto 2060:

1. sostenere e rendere più forti i Club, affinché tutti i soci siano veri rotariani e affinché ogni club Rotary sia davvero lo specchio di una società in trasformazione (in questo, sono gli ideali rotariani a fare da collante tra tutti e nelle diversità);

2. rafforzare l’azione umanitaria, riducendo i costi per la convivialità e aumentando l’impegno diretto dei soci nel fare service, mettendo a disposizione della comunità le competenze professionali dei rotariani (è questa la ragion d’essere delle classifiche professionali);

3. migliorare la consapevolezza e l’immagine pubblica, agendo in prima persona (facendo, facendo bene e facendo sapere);

4. ragionare sull’immigrazione e l’emigrazione dal nostro territorio, cercando di cogliere le opportunità legate alla trasformazione della società in cui viviamo e cercando di capire perché molti giovani (competenti e spesso anche laureati) sono in fuga dell’Italia.

Le linee d’azione distrettuali per raggiungere questi obiettivi prevedono, tra l’altro, una sempre maggiore relazione con il Rotaract, lo sviluppo di collegamenti con il mondo del lavoro, l’organizzazione di un forum sulla disoccupazione giovanile e un importante service distrettuale dedicato al microcredito.

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Cortinametraggio – relatore Dott.ssa Maddalena Maineri – Interclub ROTARY – SOROPTIMIST – FIDAPA 5.11.2014

12 dicembre 2014
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Rodolfo Agostini, presidente del Rotary Club di San Donà di Piave, saluta i presenti e ringrazia Evelina Caltabbiano e Katiuscia Specchio per la collaborazione nell’organizzazione di questa serata di interclub. Rodolfo saluta e ringrazia anche Maddalena Maineri, relatrice della serata e Carol Pregara, suo valido auto.

Evelina Caltabbiano, presidente del Club Soroptimist di San Donà di Piave – Portogruaro, ricambia saluti e ringraziamenti e ricorda ai convenuti l’appuntamento del 20 novembre: presso il palazzo municipale di Portogruaro, dalle ore 18, si terrà un incontro pubblico sul tema della violenza sulle donne, l’incontro ha titolo “Eccellenza e cultura contro violenza e paura”.

Katiuscia Specchio, presidente FIDAPA della sezione si San Donà di Piave, ringrazia a sua volta suggerendo la possibilità di organizzare più spesso simili incontri di interclub.

Alla fine della serata prende la parola a Maddalena Maineri che, con l’aiuto di Carol Pregara, sta organizzando l’appuntamento 2015 di Cortinametraggio, festival di cortometraggi che mira a dare spazio a giovani artisti amanti della cinepresa e a rafforzare il rapporto tra il pubblico e il cinema.

L’entusiasmo di Maddalena Maineri è il tratto caratterizzante dell’intervento della serata che mostra ai convenuti quali siamo i temi dell’avanguardia cinematografica. Book Trailers e Web Series sono tra le eccellenze d’avanguardia che il festival di Cortinametraggio aiuta a salire alla ribalta anche sugli schermi televisivi.

I Book Trailers sono cortometraggi dedicati alla narrazione di libri, un genere incentivato dagli editori e che lascia spazio a giovani e giovanissimi registi indipendenti. Queste produzioni, attualmente, trovano spazio solo sul web ma, grazie a Cortinametraggio, alcuni Book Trailers verranno a breve trasmessi su Rai 5.

Le Web Series sono storie a puntate (telefilm) nate per il web che, oggi e anche grazie a Cortinametraggio, stanno trovando spazio sulle reti televisive nazionali. Maddalena Maineri racconta una storia di successo: la Web Serie “una mamma imperfetta” è stata presentata a Cortinametraggio anni fa e, attraverso il sito web del Corriere della Sera ha acquistato tanto successo da consentirne la trasformazione in fiction TV, in film (con proiezione unica durante la notte di Natale 2013) e, ora, è in fase di produzione il sequel (che verrà proiettato in tutti i cinema).

Nella narrazione di Maddalena Maineri sono molti i nomi del cinema (e non solo del cinema) che puntellano la storia di Cortinametraggio: Vincenzo Scoccimarra (che seleziona i film per Universal), Vittorio Gassman (che ha suggerito a Maddalena di avviare questa manifestazione), Marino Monticelli, Gino Pontecorvo, … Tutto ciò descrive una storia di passione e di entusiasmo, che sostiene le intenzioni e i progetti futuri di Maddalena che, per l’edizione 2015, sta organizzando il consolidamento dei contatti con il Festival del Cinema di Venezia e una serie di lezioni di cinema presso le scuole e le università della terza età.

Alla fine della serata vengono proiettati alcuni corti e menzionati altri. Alcuni di questi documenti sono reperibili sul sito web di Cortinametraggio, altri direttamente on line.

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Il laboratorio e …la prostata – relatore Dott. Luciano Pasini – caminetto 19.11.2014

12 dicembre 2014
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Luciano Pasini descrive alcuni aspetti delle analisi di laboratorio dedicate a sondare le lesioni anatomo-patologiche alla prostata. Le innovazioni in questo campo sono legate ad una dettagliatissima analisi effettuabile attraverso il prelievo del sangue.

Dal 1936 si effettuano analisi di laboratorio per indagare le patologie della prostata ma, da quella data al 2000, molte cose sono cambiate e oggi si analizza non solo il PSA libero (fPSA) ma anche e soprattutto il [-2]proPSA. I dati e le statistiche, al di là della descrizione degli aspetti tecnici della questione, mostrano come la mortalità, dal 1992, sia in diminuzione: il merito è della diagnosi precoce e dei migliori trattamenti, conseguenti a questa più efficace analisi.

Per comprendere quanto sia raffinata l’analisi del [-2]proPSA bisogna capire che, nelle analisi del sangue, il totale di PSA (TPSA) considerabile va da un minimo di 4 ad un massimo di 10 ng/ mL. Il 15% di questo totale è costituito del PSA libero (fPSA). Il 6% del PSA libero è costituito dal [-2]proPSA. Il dettaglio della questione è dunque davvero raffinato.

I dati raccolti attraverso tali analisi di laboratorio necessitano quindi di una rielaborazione matematica, frutto di ricerche americane. Tali rielaborazioni matematiche sono note come PHI (Prostate Heat Index) e producono un valore numerico rispetto al quale vengono definiti tre livelli di rischio per il carcinoma della prostata (basso, intermedio ed elevato).

Luciano Pasini effettua questa analisi presso il proprio laboratorio sin dagli anni delle prime sperimentazioni in Europa (ha studiato questo metodo d’analisi sia in America che in Germania) e, dal 2011 al 2014, ha raccolto un numero di dati che mostrano con evidenza l’efficacia di questa valutazione anche al passare del tempo.

Questa ricerca è stata possibile grazie al buon rapporto con i pazienti che, a distanza di tempo, effettuano nuovamente le analisi del sangue per l’analisi del PHI. Nell’arco del tempo il PHI è stabile. Ciò consente una relativamente facile standardizzazione dell’analisi, che fa dunque evitare l’analisi tramite biopsia e, contemporaneamente, dà certezze ai pazienti.

Luciano Pasini conclude il suo intervento con una nota leggera, in onore del suo maestro, il professore Pier Giuseppe Cévese. Medico e poeta. Viene letta la poesia “la prospera”, che i soci presenti ascoltano e apprezzano tra le risate (a volte utili anche a celare anche un candido imbarazzo). Il testo e la particolare punta d’ironia di Pier Giuseppe Cévese possono essere gustati anche da chi non è stato presente alla riunione, la poesia è reperibile a questo link.

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Le emozioni della mille miglia – relatori: Giordano Mozzi e Savina Gonfaloni – conviviale 26.11.2014

12 dicembre 2014
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Rodolfo Agostini, presidente, apre la serata al suono della campana e saluta i presenti. Rodolfo, in particolar modo, ringrazia Massimo Forliti (presidente Rotary Portogruaro) per il suo  appoggio nell’organizzazione della serata di interclub e ringrazia Giorgio dal Corso per aver costruito l’occasione per avere ospite relatore della serata Giordano Mozzi, vincitore della Mille Miglia nel 2011 e nel 2014.

Rodolfo introduce Savina Confaloni, giornalista che si occupa di automobilismo, in particolar modo di auto storiche. Conduttrice di programmi televisivi, anche sulla Rete Nuvolari, Sabrina Confaloni parla ai convenuti illustrando le difficoltà delle gare di regolarità che premiano non solo chi raggiunge il traguardo ma pretendono anche il rispetto (al millesimo di secondo) di numerosissime scadenze distribuite sul percorso della gara.

Giordano Mozzi, con la moglie Stefania Biacca, ha vinto nel 2011 a bordo di una Aston Martin del ’33 e, nel 2014 a bordo di una Lancia Lambda Spider del ’28, sempre ne 2014 la coppia ha vinto anche la Coppa d’Oro delle Dolomiti.

Nessuna Aston Martin aveva mai vinto prima una Mille Miglia, nonostante le numerose gare con team ufficiali negli anni ’50. La vittoria del 2014 fu su di una Lancia Lambda, l’unica Lancia Lambda oggi rimasta delle tre che nel ’28 corsero la Mille Miglia per volontà di Francesco Lancia.

Nelle parole di Mozzi le costose auto l’epoca definiscono il loro valore non in termini economici ma nella misura in cui è grande il sostegno delle persone al passaggio della gara e grazie alla forza innovatrice che la Mille Miglia dona ai luoghi e alle imprese che l’appoggiano.

Durante la serata vengono descritti alcuni aspetti tecnici delle corse d’auto d’epoca: i passaggi cronometrati sui presostati, la selezione delle vetture al momento dell’iscrizione, i “tranelli” nascosti nei road book, la complessità di guidare auto con ampi parafanghi che tolgono visibilità, la complicata guida tra le auto moderne, … numerose sono le domande dei convenuti su questioni simili e su alcuni aspetti del regolamento (attuale e degli anni passati) della Mille Miglia.

Ciò che resta del racconto di Giordano Mozzi non sono però i dettagli tecnici ma l’entusiasmo e l’emozione che questa bella storia sportiva riversa nella storia d’amore e di passione di una coppia.

La fatica delle gare viene descritta nelle scomodità della guida e, soprattutto, nella difficile gestione dei rapporti tra pilota e navigatore a fronte delle tensioni e delle aspettative che ogni gara porta con sé. Ma queste storie e fatiche, se affrontate con l’entusiasmo di Giordano e Stefania, restituiscono il senso delle prime Mille Miglia: la dimostrazione della forza e dell’entusiasmo di uno spirito tutto italiano, fatto di uomini ed imprese che suscitano emozioni e generano contatti anche oltre i confini nazionali.

Il tracciato stesso della Mille Miglia porta italiani e stranieri in un’Italia tutta da scoprire: Sirmione, Montichieri, il percorso sterrato tra i colli di Siena, Parma, Lucca, … E le vittorie portano le squadre ad essere ambasciatori dell’Italia nel mondo: in Inghilterra (presso la fabbrica storica delle Aston Martin, ad esempio), in Argentina, in Giappone e non solo.

La serata si conclude con i ringraziamenti di Giordano Mozzi ai Club e ai convenuti, più di due milioni le persone che seguono ogni anno la Mille Miglia: è dall’entusiasmo di tutte queste persone che la Mille Miglia trae la propria forze e conferma il proprio fascino. Anche questa serata trascorsa in compagnia dà forza e grinta alla competizione e all’equipaggio Mozzi-Biacca, che si prepara alla prossima competizione.

A voi un video intervista al pilota:

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Una Venezia (non) bizantina – relatore Dott. Diego Calaon – caminetto 02.07.2014

12 dicembre 2014
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Diego Calaon, ospite e relatore della serata, è archeologo, dottore di ricerca e vincitore di un finanziamento triennale Marie Curie per lo sviluppo di una ricerca a Stanford (USA) dedicata ai mutamenti ambientali che hanno portato all’insediamento delle prime popolazioni a Venezia.

Il tema della serata, Una Venetia (non) Bizantina – il dato archeologico dagli insediamenti lagunari VI-IX secolo, ha rapito i convenuti per l’interessante punto di vista illustrato e per la brillante esposizione. La quantità di informazioni, il loro interesse e articolazione rendono complesso sviluppare uno stringato sunto che posso redigere solo con la speranza di incuriosire e allo scopo di rimandare a più organici approfondimenti.

La storia di Venezia che conosciamo narra di popolazioni della gronda lagunare che, per sfuggire alle invasioni barbariche, si rifugia sulle isole: tale è la storia narrata dagli scritti risalenti al 1100-1200. Facendo risalire le origini di Venezia non all’epoca Bizantina (1000) ma a quella Carolingia (7-800) le origini di Venezia paiono diverse.

Dopo il crollo dell’Impero Romano tutta la rete stradale che costituiva la struttura del potere politico, sociale e commerciale dell’impero venne abbandonata e divenne rapidamente impraticabile. In epoca Carolingia ogni spostamento avveniva via acqua: mare, laguna e fiumi non erano confini e arroccamenti per difendersi dai barbari ma erano infrastrutture.

Gli insediamenti di Eraclea (Civitas Nova), Comacchio, Malamocco (Metamarcus), Altino e Torcello, erano tutti accomunati da un carattere fondamentale: erano insediamenti posti alla foce dei fiumi e dei canali che sfociavano in laguna, erano poli di interscambio tra le merci che arrivavano (in inverno) dalla terraferma e (in estate) dal mare.

Gli scavi archeologici mostrano come questi insediamenti fossero costruiti in legno (raramente in pietra e mattoni, di recupero dell’epoca romana) e offrissero alle navi approdi sicuri realizzati con grandi piattaforme in legno, sopraelevate e sorrette da grandi tronchi (∅ 60 cm, luci sino a 10 m). Gli scavi mostrano che tali insediamenti, nel tempo, si sono spostati sempre più all’interno della laguna, seguendo la costa che i fiumi progressivamente ridisegnano più a valle.

Nel frattempo, nel 1000, a causa della crisi, un ridotto numero di latifondisti (ex militari) divenne proprietario dell’entroterra e radunò attorno a sé i vecchi proprietari terrieri e molta manodopera (in schiavitù) che si occupava di agricoltura, pesca e lavorazione del sale (ciò accadde anche a Civitas Nova). In questo periodo il cristianesimo comincia a diffondersi e la ricerca archeologica viene dunque supportata dai carteggi dei primi vescovadi.

Altino interrò i canali ormai impraticabili per le chiatte e realizzò un nuovo porto a Torcello (a soli 5,5 km di distanza): per la sola realizzazione dei pontili d’approdo furono necessari 120.000 grandi alberi (senza contare il legname da ardere e quello necessario a realizzare case e navi).

Malamocco, situato lungo l’attuale Canale dei Petroli (Fusina), era uno tra i più importanti vescovadi e la sua basilica era stata fatta costruire dai dogi della famiglia Partecipazio con le pietre romane portate dai possedimenti jesolani. Da qui furono inviate navi per annientare Comacchio, per difendere Ravenna dai Longobardi e, nel 810, a causa del progressivo insabbiamento dei corsi d’acqua, per costruire il porto di Rialto e la chiesa di San Marco.

Gli investimenti economici, la dimensione politica e la capacità organizzativa della civiltà della laguna di Venezia mostra caratteri analoghi a quelli dell’alta finanza e della struttura capitalistica di oggi: organizzava tutti i trasporti del mediterraneo e gestiva tutte le merci che provenivano dal mondo arabo (pietre preziose, spezie, olio, …).

Meno nota è la specie delle merci provenienti dall’Europa del nord: schiavi. Venezia ha infatti fondato la propria forza impiegando gli schiavi per il settore terziario (il commercio e i servizi) invece che per l’agricoltura. Gli schiavi venivano anche venduti agli arabi, erano la principale merce di scambio per l’olio e le spezie dell’Oriente (le fonti riportano, ad esempio, che la guardia reale della Mecca fosse costituita da uomini bianchi dai tratti nordici).

In epoca bizantina (un’epoca cristiana, che professa la parità tra gli uomini) l’economia, la politica e la società veneziana non poteva però mancare di una storia degna del nuovo spirito dei tempi: così la storia fu riscritta descrivendo gli eroici sforzi dei primi veneziani che, nonostante il fango, l’acqua alta e la malaria, riuscirono a sfuggire ai Longobardi riparando a Venezia e costruendo San Marco. Così eroica è la descrizione di tali imprese che ancora oggi rischia di farci dimenticare che la lunga storia di Venezia si sviluppa in continuità con la storia dell’entroterra ed inizia molto prima di quanto solitamente si ricorda.

 

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The Cheap Lim – relatore: Stefano Torricella – caminetto 15.10.2014

3 dicembre 2014
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Il relatore della serata, il socio Stefano Torricella, inizia quindi il suo intervento dal titolo “Cheap LIM”.

Il progetto, sviluppato da un ricercatore del MIT di Boston, di cui Stefano ha realizzato un prototipo, permette di utilizzare una qualsiasi superficie, dallo schermo di una televisione ad un muro, come un dispositivo touch.

Gli ingredienti fondamentali del sistema sono:

• un computer (PC) capace di attivare una connessione Bluetooth

• un proiettore

• uno WiiMote (controller della console Wii)

• una penna ad infrarossi

• una superficie di proiezione

• software opportuno.

A differenza dell’acquisto di una vera LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), l’uso di questa strumentazione permette di contenere notevolmente i costi per l’acquisto di un dispositivo simile, passando dalle migliaia di euro alle centinaia.

Inoltre le applicazioni e gli usi, rispetto alla tradizionale LIM, si possono moltiplicare, non essendo necessario l’uso di una superficie appositamente creata per tale scopo.Stefano ci mostra quindi due esempi di applicazione del dispositivo utilizzato con un televisore, nei quali è chiara la semplicità dell’utilizzo.

• Alyssa painting on the Whiteboard

• Nicole playing with the Whiteboard on Google Earth

Al termine della presentazione, una breve discussione tra soci, mette in luce le potenzialità del sistema e i limiti applicativi nell’ambiente scolastico, ove questo strumento è già applicato alla didattica.

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Ryla JR e service “Premio per il merito scolastico” – caminetto 01.10.2014

3 dicembre 2014
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Loredano Milani descrive il Ryla Junior, seminario residenziale intensivo riservato a ragazzi d’età compresa tra i 14/18 anni. Obiettivo preminente del Ryla Junior è accrescere il senso di responsabilità ed avviare i giovani a comprendere appieno i valori che devono caratterizzare il vivere civile.

Francesca Mazzanti, Eleonora Marin, Francesco Cerchier e Francesco Menazza hanno mostrato un video che hanno prodotto durante il tempo trascorso a La Ghirada di Treviso; nel documento ricorrono parole chiave che raccontano di onestà intellettuale, storia e cultura dei luoghi, esperienze condivise e anche tanta stanchezza per l’intensità del programma.

Seguono una serie di interventi con i quali i giovani dettagliano esperienze e descrivono piccole grandi avventure vissute nelle giornate del Ryla Junior. Certamente l’entusiasmo è il tratto dominante, soprattutto nel momento in cui si descrivono i momenti vissuti nella scuderia Ferrari, ma anche nello stabilimento di imbottigliamento della San Benedetto e nelle altre uscite del programma.

La leadership e la figura del leader sono dunque intese da questi giovani non come immagini o astrazioni multimediali, sono invece il risultato di condotte di vita fondate sull’impegno, la fatica e il lavoro oltre che su una consapevole assunzione di principi, principi trasmessi al pubblico attraverso coerenti scelte comportamentali.

Tra gli applausi ai ragazzi del Ryla Junior, Rodolfo presenta la conclusione del service del Premio per il merito scolastico che il Club di San Donà di Piave ha organizzato con il Club di Jesolo e il Club di Portogruaro usufruendo del contributo della Fondazione Rotary (che ha più che raddoppiato la somma messa complessivamente a disposizione dai Club, versando 8.000 euro).

Sono arrivate al Club di San Donà 8 domande, provenienti dagli studenti del liceo scientifico Galileo Galilei e dall’istituto tecnico Vito Volterra. Micol Pillon, responsabile del progetto per il Club di San Donà, ringrazia i presidi delle scuole per aver divulgato il progetto e aver consentito al nostro club di assegnare due borse di studio del valore di 2.500 euro ciascuna.

Micol presenta Alice Grespan e Gabriele Collodo, vincitori delle borse di studio.

Alice è una studentessa del liceo scientifico Galileo Galilei, diplomata con il massimo dei voti, è oggi una neo-matricola dell’Università degli Studi di Bologna al corso di Laurea in Medicina,dove è stata ammessa già con i primi test d’ingresso di maggio collocandosi entro i primi 1500 studenti nella classifica redatta a livello nazionale.

Gabriele è uno studente dell’istituto tecnico Vito Volterra, diplomato con il massimo dei voti, è oggi una neo-matricola dell’Università degli studi di Milano al corso di Laurea in Ingegneria Aerospaziale. Ha intenzione di proseguire gli studi in ingegneria specializzandosi in un corso di laurea riconosciuto a livello internazionale e interamente sostenuto in lingua inglese.

A tutti i ragazzi presenti viene illustrato l’impegno del Rotary nei confronti delle nuove generazioni (la quinta via d’azione del Rotary), viene loro brevemente illustrato anche il funzionamento del Rotaract Club, che è un modo per continuare a fare esperienze simili a quelle di cui sono stati oggi testimoni in questo nostro incontro.

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    Il programma “Scambio giovani” del Rotary offre proprio questo agli 8.000 studenti che ogni anno vi prendono parte. 
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